La sua data di nascita è il 3 dicembre secondo il calendario giuliano e il 19 kislev, secondo il calendario ebraico. Figlio dell’insegnante di lingue Mordechai Zamenhof (il quale preferiva la dizione russa Marko). La famiglia Zamenhof era una famiglia di ebrei lituani. Ludwik Lejzer si definì sempre “ebreo russo”.
Il secondo nome per i gentili Ludwik lo elesse in onore a Francis Lodwick, il quale nel 1652 pubblicò una lingua artificiale, della quale Zamenhof venne a sapere nelle opere di Comenius.
Targa commemorativa presso la casa natale di ZamenhofLudwik Lejzer Zamenhof nacque nel 1859 a Białystok, città polacca assoggettata all’impero zarista ed abitata da diversi gruppi etnici che si differenziavano per le distinte posizioni politiche, sociali, linguistiche e religiose: i russi (greco-ortodossi), erano per lo più impiegati e militari, gli ebrei commercianti ed i polacchi (cattolici) operai. L’istruzione giovanile di Zamenhof non si limitò allo studio del Talmud e della Torah, materie tradizionali dell’ebraismo osservante, ma incluse anche l’Haskalà,[senza fonte] che influì notevolmente nella sua vicenda morale e umana: “Questo luogo della mia nascita e degli anni della mia fanciullezza – ha scritto l’autore – ha impresso il primo corso a tutte le mie aspirazioni successive”.
Nel tentativo di trovare una lingua comune per tutti gli ebrei, aschenaziti e sefarditi, dapprima si rivolse a formalizzare lo yiddish, del quale scrisse la prima grammatica della storia, pubblicata manoscritta in russo. Verrà pubblicata solo nel 1909 sotto lo pseudonimo di Dr. X in un articolo in yiddish dal titolo Vegn a yidisher gramatik un reform in der yidisher shprakh in Lebn un visnshaft, n° 1.
Se da un lato Zamenhof era cosciente di essere strettamente legato alle proprie origini ebraiche, dall’altro era consapevole della necessità di non legarsi con “gli obiettivi e gli ideali di un particolare gruppo o religione”, individuando nella diversità linguistica la causa principale “che allontana la famiglia umana e la divide in fazioni nemiche” Giudicati il latino ed il greco inadatti per la vita moderna perché troppo difficili ed arcaici, Lejzer escluse anche l’utilizzo di un idioma nazionale in ambito internazionale, orientandosi piuttosto verso la pianificazione di una lingua, di cui tracciò, già tra il 1875 ed il 1878 (anno in cui si trasferì con la famiglia a Varsavia), un suo primo progetto, chiamato Lingwe Universala.
Articolo curato da
Cristian Potenza
Founder
Passione sfrenata per tecnologia, sport e motori. Recensisce prodotti elettronici di vario genere, esplora nuove tecnologie e scrive guide pratiche per orientarsi in un mondo digitale che cambia ogni giorno.










